Architettura ed edilizia sostenibile: cos’è e quali sono i principi

Oggi come non mai l’attenzione all’ambiente e l’adozione di pratiche etiche e sostenibili diventa essenziale in qualsiasi ambito, dalla moda all’industria alimentare fino al turismo. Cittadini e aziende acquisiscono maggior responsabilità verso il territorio e chi lo abita. Ecco allora che anche l’edilizia e l’architettura hanno intrapreso un processo di allineamento sempre più eco friendly volto a migliorare la qualità abitativa degli immobili e ridurne l’impatto sull’ambiente nel lungo termine.

Tanto è vero che oggi termini come architettura ed edilizia sostenibile tracciano la strada e il futuro del settore immobiliare, in cui è necessario dare nuova vita agli immobili con scelte di design, energetiche e dei materiali per invertire i danni ecologici e prevenirne di nuovi.

Ma cos’è davvero l’architettura e l’edilizia sostenibile? Quali sono i loro principi? Ve lo spieghiamo di seguito.

Cos’è l’architettura e l’edilizia sostenibile?

L’architettura sostenibile affonda le proprie radici nella bioedilizia, una tecnologia di costruzione tedesca nata negli anni Settanta. Karl Ernts Lotz, considerato il pioniere dell’architettura sostenibile, sosteneva che la casa è un po’ come una “terza pelle”: deve essere in grado di proteggerci e di poter respirare. Per farlo deve avere la possibilità di continui scambi con l’ambiente che la circonda.

Così sulla strada tracciata da Lotz oggi è possibile assistere a diversi esempi e progetti di architettura sostenibile in Italia. Tra le costruzioni sostenibili troviamo il famoso Bosco Verticale di Milano, un complesso di due palazzi residenziali a torre che accolgono sulle facciate una grande quantità di vegetazione che corrisponde all’estensione di due ettari di bosco. Pensate: la struttura contribuisce alla creazione di uno speciale microclima nel capoluogo lombardo perché in grado di depurare l’aria assorbendo particelle di CO2 e polveri sottili.

L’architettura sostenibile non può tuttavia essere ridotta a una semplice tecnologia o a uno specifico ambito disciplinare: deve essere considerata come un approccio culturale il più possibile ampio verso la materia. Fare architettura sostenibile vuol dire progettare o riprogettare gli edifici in grado di minimizzare il loro impatto sull’ambiente, sia in termini di materiali e tecniche di costruzione utilizzate, sia in termini di ristrutturazione edilizia, sia in termini di riqualificazione energetica.

All’architettura sostenibile è strettamente legata di conseguenza l’edilizia sostenibile, un concetto di sviluppo che tenga conto fin dalle prime fasi del progetto delle risorse naturali e dell’ambiente circostante. Per farlo l’edilizia sostenibile, così come l’architettura sostenibile, deve necessariamente seguire diversi principi. Vediamo quali sono.

I principi dell’architettura e l’edilizia sostenibile

L’architettura sostenibile poggia le sue fondamenta (è il caso di dirlo) su quattro principi fondamentali:

  • Rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi
  • Efficienza energetica
  • Fruizione degli spazi
  • Esperienza degli abitanti

Tali principi ruotano attorno al concetto di sostenibilità emanato nel 1991 dall’UNEP (United Nations Environment Program) che mira a “un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende”. Il principio è stato poi integrato nel rapporto Brundtland affermando che lo sviluppo sostenibile “è un processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri e attuali”.

Va da sé che l’edilizia sostenibile o bioedilizia guardi con rispetto e responsabilità ad altrettanti principi, quali:

  • Approccio integrato: approccio basato sulla pertinenza e sulla scelta dei materiali che devono essere in linea con una filosofia sostenibile;
  • Considerazione del vincoli geografici: è necessario conoscere il terreno su cui si va a costruire per sfruttarne le caratteristiche senza alterare l’equilibrio della natura;
  • Scelta dei materiali: i materiali su cui puntare devono essere risorse efficienti, duraturi e rispettosi della natura. La scelta cadrà su materiali locali, ma anche su soluzioni provenienti da materie prime rigenerabili;
  • Gestione dei rifiuti: i rifiuti provenienti dalle costruzioni devono essere smaltiti in modo da facilitarne riciclaggio e recupero;
  • Salute e comfort: è essenziale progettare con un occhio alla qualità di vita delle persone. Per questo l’architettura green tiene conto anche dell’inquinamento indoor scegliendo materiali privi di agenti tossici e nocivi.

Edilizia sostenibile: un focus sui materiali

Come detto, per l’edilizia sostenibile è importante tenere in considerazione l’affinità tra materiale utilizzato e caratteristiche dell’area in cui si realizza l’intervento. Ma quali sono i materiali più adatti di cui dispone l’edilizia sostenibile? Eccoli:

  • Legno: rinnovabile, durevole, flessibile e capace di un valido isolamento termico;
  • Sughero: isolante termico e acustico, traspirante, può essere utilizzato in pannelli realizzabili anche senza collanti;
  • Paglia: insonorizzante, traspirante, aumenta la resistenza delle strutture in legno, pressata in piccoli blocchi ha un’alta resistenza al fuoco;
  • Canapa: insieme alla calce forma blocchi da utilizzare per migliorare le prestazioni delle strutture in legno in cui viene inserita;
  • Biocemento: capace di rigenerarsi e autoripararsi grazie ai batteri in esso contenuti;
  • Laterizio microporizzato: isolante termico e acustico in blocchi traspiranti ottenuti dalla calcinazione di segatura di legno o pula di riso. Necessità però di un dispendio energetico elevato per essere considerato sostenibile.

Arrivati al termine di questo viaggio nell’architettura e nell’edilizia sostenibile, appare evidente come il mondo costruito coinvolga la società in prima persona. Per questo è necessario sensibilizzare la cittadinanza ai vantaggi che edilizia e architettura sostenibile hanno sulle persone e sulla loro salute.

Infine, aspetto ancora più importante, è essenziale coinvolgere la comunità nel processo di progettazione. Ciò favorisce la creazione di luoghi in cui le persone desiderino vivere, lavorare e trascorrere il tempo libero. Il tutto si tradurrà in un forte senso di appartenenza e rispetto dei luoghi.

È da questa necessità che nasce Revalor. Ci occupiamo di ristrutturare e riqualificare gli immobili che acquistiamo con un protocollo a impatto zero e rispettando i principi di architettura ed edilizia sostenibile, generando un fondo diversificato su cui chiunque può investire in maniera sicura ed etica, con un rendimento annuo garantito del 10% e la possibilità di ritirare il proprio capitale investito dopo 12 mesi senza vincoli.

Le nostre scelte stilistiche e funzionali nella fase di ristrutturazione sono sempre orientate al comfort abitativo. Il nostro obiettivo principale è co-creare fiducia e generare benessere nelle persone, tutelando al contempo l’ambiente che ci circonda.

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